Lasciati guidare
Pasta, sfoglie e impasti
Segui farina, pieghe e forme attraverso piatti che cominciano dalle mani.

Ragù bolognese
Nella pagina di quella guida il piatto non nasce da un elenco di dosi, ma da un gesto: il ragù viene versato sulle tagliatelle cotte al punto giusto.
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Tagliatelle al prosciutto
Nella Bologna fotografata dalla guida del 1931 le tagliatelle al prosciutto compaiono come piatto tipicamente bolognese: non un’origine esclusiva da proclamare, ma un’appartenenza chiara a…
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Sfoglia all'uovo: il foglio da cui comincia Bologna
C’è un gesto che, in Emilia, sembra più importante della ricetta stessa: stendere a mano la pasta all’uovo fino a un foglio sottile.
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Bologna, dalla sfoglia al condimento
In Emilia la pasta all’uovo prende forma da una sfoglia stesa a mano: si taglia a nastri oppure si piega in involtini ripieni.
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Genovese
All’inizio sembrano esserci quasi troppe cipolle. Bianche o ramate, tritate e raccolte nella pentola con l’olio d’oliva, superano in peso la carne.
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Minestra caggianese
La Minestra caggianese si presenta con il brodo e le verdure ben visibili. È iscritta nel registro nazionale PAT della Campania, ma il suo carattere emerge soprattutto nella costruzione…
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Caciobarile
A Savignano Irpino, in provincia di Avellino, il Caciobarile porta nel nome la pezzatura: tra dieci e dodici chili, come un piccolo barile.
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Formaggio duro di latte di pecora, capra e vacca*
Nel comune beneventano, sulle pendici del Matese, nelle zone di Mutri e nelle montagne di Cusano e dintorni, i caseifici stanno di solito in quota.
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Mascarpone di Bufala
Si presenta come una crema mantecata, omogenea e delicatissima: la pasta è morbida e densa, il colore va dal bianco neve a un bianco porcellanato.
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Pecorino di Pietraroja*
A Pietraroja, comune del Beneventano, il formaggio nasce dal latte delle pecore allevate proprio nell’area di produzione.
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Provolone*
Nelle zone alte del Massiccio del Matese, tra i comuni beneventani di Castello del Matese e San Gregorio Matese, la Regione Campania indica un formaggio a pasta filata fatto con latte intero…
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Scamorzini del Matese*
Si tratta di un formaggio a pasta filata, fatto con latte intero di vacca proveniente da animali allevati nell’area di produzione.
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Farina, grano e brodo: la tavola campana tra forno e padella
A Pasqua, la pastiera porta in tavola un lavoro cominciato molto prima del taglio della prima fetta: i chicchi di grano restano a lungo in acqua, poi entrano in una crosta di pasta frolla…
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Gnocchi di zucca
Nelle zone lombarde di Brescia e Mantova la preparazione parte da un gesto semplice e concreto: il purè di zucca si unisce a farina, uova e condimento.
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Marubini
A Cremona, nella Lombardia sud-orientale, i marubini si riconoscono subito: piccoli tondi di pasta ripiena, chiusi da un bordo festonato.
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Formaggio Bitto
Oggi il Bitto partecipa all’identità culinaria contemporanea associata alla Valtellina.
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Granone lodigiano
Il Granone lodigiano è legato al paese intorno a Lodi, nella Lombardia meridionale. Non è un nome astratto: è un formaggio della famiglia dei grana a pasta soda, da avvicinare con la stessa…
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Brodo, pasta ripiena e zucca: tre gesti lombardi
Si parte da un gesto concreto, legato a Pavia. La zuppa alla pavese prende sostanza quando un uovo intero incontra il brodo ancora caldo: non un condimento a parte, ma un incontro che…
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Finocchietto: il profumo verde della pasta palermitana
In cucina siciliana il finocchietto non è un ornamento sul bordo del piatto: entra nel condimento insieme alle sarde fresche e alla pasta, e da quella compagnia nasce un piatto che sa di…
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Passolina: il lampo dolce nei piatti salati
In Sicilia quella pasta si presenta come una preparazione particolarmente caratteristica: sarde fresche, finocchio verde e pinoli convivono nello stesso pentolino.
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Palermo, due paste e due modi di tenere i sapori
C’è una pasta siciliana in cui il mare e il verde si incontrano senza restare separati.
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Buccellato siciliano
Si parte da una distinzione netta, e già questo accende la curiosità. C’è un buccellato siciliano e c’è una versione associata a Lucca: non lo stesso racconto ripetuto, ma due tradizioni…
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Cannoli
Chi si avvicina ai cannoli non incontra un dolce qualsiasi: sono identificati come uno dei dessert che definiscono la Sicilia.
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Cassata siciliana
Si parte da un dettaglio concreto: uno strato di torta leggera entra nella struttura esterna.
Scopri il prodottoCanestrato siciliano
Il primo incontro è visivo: una superficie che non è liscia, ma segnata. Il Canestrato prende il nome, e quel disegno, dal canestro usato nella formatura.
Scopri il prodottoMelanzane: one ingredient, many transformations
La melanzana entra in tavola con la pasta in piatti come la pasta alla Norma e la pasta ’ncasciata, e da lì si capisce subito quanto sia versatile.
Scopri il prodottoPasta di mandorle
Si parte da ciò che è già lì, concreto e vicino: mandorle macinate e zucchero. È l’inizio della pasta di mandorle, una base nuda che non ha bisogno di altro per accendere l’attesa.
Scopri il prodottoDalla friggitoria alla pasticceria: due scene siciliane
Il primo movimento è quello della strada. Palline di riso e panelle di farina di ceci appartengono al quadro quotidiano del cibo fritto siciliano: non un rito da calendario, ma un gesto…
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