Nel Cilento salernitano nasce la Manteca del Cilento*, forma che porta nel nome una parola spagnola: manteca, cioè burro. Le origini di quel termine sono antichissime e restano legate alla lavorazione stessa, perché il burro entra nella produzione.
Si ottiene così un prodotto dalla crosta dura, costituito da pasta che racchiude un cuore bianco e cremoso. All’esterno il colore vira al giallo paglierino: contrasto visivo che anticipa il taglio, quando la superficie compatta cede e lascia affiorare la morbidezza interna.
I fiocchi, raccolti man mano, riposano circa mezz’ora in un recipiente. Poi le forme di pasta filata, rivestite da uno strato di pasta, restano in salamoia per circa dodici ore. È un ritmo lento, fatto di attese brevi e di un bagno salato che definisce la pelle del formaggio senza togliere al centro la sua cremosità.
