La percoca col pizzo è una varietà di percoca coltivata in origine nell’area flegrea e, nel napoletano in particolare, riconosciuta proprio per quel profilo. Il nome nasce dal pizzo molto accentuato del frutto: un segno visibile, quasi un piccolo naso, che la distingue già a colpo d’occhio tra le altre percoche.
I frutti sono medio-grandi, di un giallo paglierino, con polpa dolce e compatta: carne che invita a un morso netto, senza sciogliersi in troppa morbidezza. La nota che più la caratterizza, però, è il calendario. Matura molto tardivamente, tra settembre e ottobre, e per questo rientra tra le terzarole, le percoche che arrivano quando l’estate è già alle spalle.
In campo la cura è tutta nelle mani. Raccolta e selezione si fanno a mano, con cautela, perché un urto basta a rovinare la polpa. Si arriva persino a stendere paglia sotto gli alberi, così che un distacco prematuro non spacchi i frutti a terra. È un gesto umile e concreto: proteggere ciò che ha aspettato mesi per arrivare tardi.
