La Cipolla di Vatolla prende il nome da Vatolla, frazione del comune di Perdifumo in provincia di Salerno, e il suo areale di produzione coincide con quello stesso territorio e con i comuni vicini. Secondo la Regione Campania, ciò che la rende unica è una dolcezza particolare: non un ornamento da vetrina, ma il motivo per cui vale la pena fermarsi su questo ortaggio cilentano.
Si riconosce dal profilo a trottola, a volte più affusolato, e dalle tuniche che passano dal paglierino al rosa. Tagliato, il cuore resta biancastro, velato di rosa. Cresce dove il suolo è friabile e il sole arriva bene. In autunno e in inverno la pianta è in campo; tra aprile e maggio è pronta.
In cucina è particolarmente indicata per insalate e frittate. Si apprezza anche per l’elevata digeribilità e per l’assenza di lacrimazione quando la si prepara: un dettaglio concreto, da tagliere, più che una promessa astratta. Si consuma fresca, con una conservazione breve di due-tre mesi a causa della bassa pungenza. Lavorazione, condizionamento e commercializzazione restano quelli tipici dell’orticoltura, con la stagionatura e la vendita a mazzi. Da qui si può proseguire verso altri ortaggi del Cilento salernitano, tenendo a mente che questo è un prodotto da tavola ravvicinata, non da dispensa lunga.
