Il Sidro di Mela Annurca, come lo descrive la Regione Campania, è una bevanda idroalcolica nata dal succo di mela annurca. Vale la pena fermarsi su questo nome perché il frutto e il territorio restano legati: Caserta, Napoli e altre province coinvolte nella produzione tradizionale della mela annurca. Non è un elenco di località, è il perimetro in cui il succo può diventare sidro senza perdere il carattere del frutto.
Durante la fermentazione si usano gorgogliatori o altri accorgimenti per non far virare il mosto verso l’aceto. Finita quella fase, il liquido viene filtrato e messo in bottiglia. Per la spuma si scelgono bottiglie da spumante, chiuse con sughero e gabbiette metalliche: un gesto concreto, quasi da cantina, che tiene il gas e protegge il lavoro già fatto.
Se si aggiunge zucchero dopo una settimana, il prodotto può essere pronto dopo due settimane; altrimenti restano settimane di attesa prima del consumo. Nella seconda fase di maturazione il profumo si fa fruttato, con una nota floreale erbacea. È il dettaglio da portare con sé: non un itinerario, ma il tempo e l’aroma che distinguono questo sidro campano da un semplice succo fermentato.
