La rapa catozza è una pianta erbacea della famiglia delle Brassicacee, o Crucifere, nel gruppo della Brassica rapa: un ciclo annuale, coltivato in pien’aria sulle pianure dell’agro nocerino, del casertano, del napoletano e del sarnese. Secondo la Regione Campania la sua diffusione e la sua coltura restano prettamente locali, e proprio questa radice territoriale la rende un soggetto da conoscere, non un’etichetta generica da ripetere.

A riconoscerla sul campo aiutano i fiori gialli raccolti in corimbi serrati; la foglia presenta un lembo lobato o lirato, e le infiorescenze completano il profilo della specie. In cucina si usano di solito le foglie; tradizionalmente, però, sia le parti verdi sia la radice entrano nell’alimentazione umana e animale. Grazie all’attitudine a ricacciare, dopo la raccolta se ne prelevano più fasi. La raccolta è manuale e cade tra novembre e febbraio, quando il campo continua a offrire verdura invece di chiudersi.

All’aperto il sesto arriva a quindici-venti esemplari per metro quadrato. Quel numero di densità resta un orientamento concreto, senza allargare la pianta oltre il quadro campano già descritto.