Il pane di San Sebastiano è un pane legato ai fornai di un comune vesuviano in provincia di Napoli, rivolto al Vesuvio. La Regione Campania lo descrive anche come palatone: un corpo allungato, più alto rispetto alla base. Chi lavora quelle forme è considerato maestro proprio perché il nome del pane coincide con quello del paese.

Il gesto che lo distingue è lento e umido. Il criscito si scioglie in acqua tiepida; poi entra la farina e l’impasto resta a lievitare per diverse ore. Non è uno spettacolo da laboratorio: è attesa, fermento e una massa che prende volume prima di andare in forno.

Per chi vuole rintracciarlo, l’orientamento è concreto: oltre i negozi della zona del pane, la domenica mattina lo vendono anche gli ambulanti. Da lì si può continuare a esplorare altri pani campani dello stesso territorio, restando fedeli a questa geografia vesuviana senza inventare itinerari.