L’origano del Matese è una pianta perenne erbacea, alta tra i trenta e i quaranta centimetri, della specie Origanum vulgare, famiglia delle Lamiacee. Nell’area considerata, secondo la Regione Campania, se ne rinvengono spontanei diversi ecotipi, sulle coste rocciose del massiccio, tra le province di Caserta e Benevento. Vale la pena fermarsi su questa erba perché il suo carattere nasce dal luogo: un’essenza di montagna che arriva in cucina già carica di paesaggio.
Sulle rocce e nei terreni ricchi di calcare la pianta si sviluppa da sola. Il momento scelto per la raccolta è la fioritura, quando gli oli essenziali sono più abbondanti. Fiori e foglioline, una volta distaccati, vanno poi essiccati all’ombra.
Una volta freschi e asciutti, si conservano in barattoli di vetro a chiusura ermetica, in luoghi bui. È l’orientamento più utile: tenere lontano la luce e l’aria, così l’origano resta pronto per un filo d’olio o un pomodoro ancora caldo, senza inventare usi che il dossier non descrive.
