Il Liquore Laurino del Casertano nasce dalle foglie e dalle bacche dell’alloro: un digestivo pensato anche per il meteorismo, con un colore verde intenso o brillante che già nel bicchiere racconta la pianta. Secondo la Regione Campania, è un prodotto legato a quel territorio, non un’etichetta da estendere a tutta l’Italia.

Foglie e bacche si lavano e si lasciano asciugare su un panno di cotone, poi restano in infusione nell’alcol alimentare, a 96-98, per circa sette o otto giorni, alla luce. Passato quel tempo si prepara uno sciroppo di acqua e zucchero — dosi che cambiano da una ricetta di famiglia all’altra — e lo si versa nell’infuso. Il liquido va poi in bottiglia e riposa ventiquattr’ore al buio: un gesto lento, quasi da dispensa, che concentra l’aroma dell’alloro senza fretta.

Il sapore è dolce e aromatico; la gradazione alcolica non è fissa, perché segue ancora la ricetta di casa. L’alloro è sempreverde e si può usare tutto l’anno; d’estate il laurino può arrivare in tavola ghiacciato e allungato con acqua. Per chi vuole restare sul filo della Campania, il passo successivo è confrontare altri digestivi di alloro della stessa regione, senza scambiare una scheda territoriale per una tradizione unica e immutabile.