Il Liquore di madarino dei Campi Flegrei nasce dalla macerazione delle bucce di una varietà locale di mandarino. Secondo la Regione Campania, il suo orizzonte è quello flegreo: comuni come Napoli, Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida, insieme alle isole di Procida e Ischia. In bicchiere si presenta limpido, con una colorazione giallo arancio intensa e un profumo che richiama subito il frutto.
Il gesto decisivo è sulla buccia. Si toglie la parte bianca, amara, e si mettono in alcool le scorze private di quella pellicola: due o tre giorni bastano perché l’alcol raccolga l’essenza agrumata, senza trascinarsi l’amarezza del bianco.
Poi le bucce escono di scena. Si prepara uno sciroppo di zucchero portando l’acqua a ebollizione; una volta raffreddato, lo si versa piano nell’infuso. Il liquore di mandarini viene filtrato, chiuso in bottiglie ermetiche e riposto al buio. È un passaggio di pazienza, non di spettacolo: dolcezza e aroma si incontrano lontano dalla luce.
Chi cerca un filo concreto per continuare può tenere a mente questo: non è un agrume generico in bottiglia, ma un infuso di scorze di mandarino locale legato ai Campi Flegrei. Da lì si può approfondire altri prodotti della stessa costa, sempre con lo sguardo sul territorio indicato dalla Regione Campania, senza allargare il racconto oltre quella geografia.
