Sulla Penisola Amalfitana, in provincia di Salerno, la crema di limone — detta anche cremoncello — è una specialità locale: un rosolio al latte, denso e di un bianco lattiginoso, con consistenza cremosa e una gradazione alcolica intorno ai 30 gradi. Non è un liquore trasparente da sorso rapido, ma un impasto vellutato che promette agrume e dolcezza nello stesso bicchiere.
Il mestiere è paziente. Dopo un riposo al fresco si porta a ebollizione un composto di latte e zucchero; in seguito si incorpora panna dolce non montata, aromatizzata con vanillina, e si mescola con cura. Quella panna, ferma e profumata, è il gesto che trasforma il limone in crema, non in sciroppo.
Una volta imbottigliato, il liquore si conserva; prima di berlo può restare in congelatore anche due mesi. Si prepara soprattutto in casa, anche se alcune piccole imprese artigiane lo producono e lo vendono seguendo la ricetta originale. Il tempo in freezer non è un vezzo: è il modo in cui la crema si assesta, pronta a un sorso freddo e denso.
