La zuppa di soffritto merita un posto a tavola perché, in Campania, è riconosciuta tra le preparazioni gastronomiche PAT: una minestra invernale di interiora di maiale, non un brodo anonimo. È il contrasto tra frattaglie, cottura lunga e peperoncino a spingere la curiosità, più di qualsiasi elenco di specialità regionali.
Nella descrizione regionale è una zuppa da stagione fredda, di visceri suini, lasciata andare piano con pomodoro, vino, erbe e una quantità generosa di peperoncino. Il pomodoro accenna acidità, il vino allunga il sugo, le erbe profumano il pentolone e il peperoncino tiene desto il palato mentre le interiora si ammorbidiscono.
Per orientarsi basta tenere tre tratti: identità PAT campana, uso invernale delle frattaglie di maiale, cottura lenta e decisamente piccante. Da qui si può distinguere questa zuppa da altre minestre di maiale meno speziate e continuare sulle preparazioni PAT della stessa regione, senza inventare dosi o itinerari.
