In Calabria il registro dei prodotti agroalimentari tradizionali affianca Uova e curcuci alla forma dialettale Ova chi curcuci. Il piatto merita attenzione proprio per quella doppia etichetta: non è un vezzo linguistico, ma il modo in cui la stessa preparazione resta visibile tra italiano e parlata locale.

La preparazione documentata cuoce le uova insieme ai curcuci. Sono i resti croccanti legati alla fusione del grasso di maiale: frammenti tostati che restano dopo aver reso il grasso, e che in cottura incontrano l’uovo. L’appetito nasce da quel contrasto, tra il rapprendersi dell’uovo e i pezzi secchi, grassi e saporiti nati dal lavoro sul suino.

Per orientarsi basta tenere i due nomi e la materia: Uova e curcuci, Ova chi curcuci, uova cotte con i curcuci della fusione del grasso. È una bussola precisa sul PAT calabrese, da cui proseguire verso altri prodotti tradizionali della stessa regione senza pretenderne qui una ricetta o un itinerario.