Il Fagiolo di Villaricca deve il nome al comune omonimo in provincia di Napoli: un seme tondo, bianco e di piccola taglia, che per la forma viene chiamato anche tondino. Lo stesso ciclo vegetativo, di circa quaranta giorni, gli vale l’altro soprannome di quarantino. Non è un elenco di etichette: è un fagiolo che si riconosce a colpo d’occhio e che, per chi cucina, promette tempi corti dal campo alla pentola.
La coltivazione resta legata a gesti minuti. Le piante, secondo tecniche tradizionali, vengono fatte arrampicare su sostegni di canne, le cosiddette incannate, e occupano piccoli appezzamenti sparsi in tutto il territorio del Giuglianese. È un’agricoltura di vicinato, non di grandi estensioni: canne, filari e lotti ridotti tengono il seme vicino a chi lo raccoglie.
In cucina il carattere è netto: sapore intenso, cottura facile, e una digeribilità che lo rende adatto a piatti di cucchiaio. Si usa per zuppe e minestre, e in alternativa ai fagioli freschi nella pasta e fagioli napoletana. Il punto utile è questo: se cercate un bianco tondo dal ciclo breve, il quarantino di Villaricca è il filo che tiene insieme campo, canne e pentola, e da lì si può seguire altri legumi campani dello stesso registro.
